4.5 Il bistrot – cucina di classe a Roma

Capesante con panatura di taralli napoletani

Cercando online un ristorante con menù di San Valentino mi è capitato sotto gli occhi il 4.5 Il Bistrot. Un posto che mi ha subito colpito per l’eleganza degli interni sulle foto e per il prezzo accettabile.

Il Bistrot 4.5 si trova in via Amsterdam 105 al Torrino. proprio di fronte alla magnifica sede della Oracle dell’Eur. Al locale ci accolgono con gentilezza, omaggiando Simona di una rosa rossa, davvero una piacevole attenzione per il giorno di San Valentino ed accompagnandoci al nostro tavolo nella sala più interna.

Non tradendo l’aspettativa creata dalle foto,  mi ha subito colpito per l’eleganza moderna fusa ad uno stile industrial artistico. Le lampade sono chiuse in eleganti gabbie di ferro e sul soffitto fanno bella mostra una infinita rete di cavi elettrici lasciai a vista come addobbo artistico.

I tavoli sono di vario tipo, quelli bassi sono costruiti in massello con tavole di legno e vecchi bancali, sono grigi con il piano marrone, ma sono un po’ piccoli, quelli in ferro zincato con piano in vetro sono invece più comodi e spaziosi, perfino più altri. Sui tavoli non ci sono tovaglie ma degli eleganti runner bordeaux, soluzione sicuramente esteticamente valide.

Sulla parete opposta alla nostra le sedute sono fatte a panche in legno bianco ricavare da vecchi bancali, mentre le pareti sono dipinte di grigio ed ornate da poster e quadri di arte moderna. Alla nostra sinistra ci sono anche un pianoforte senza coda ed alcune chitarre, probabilmente in alcune serate ci deve essere la musica dal vivo.

È un peccato che sul tavolo ci sia il menu di San Valentino comprensivo di prezzo, non volevo che Simona conoscesse il prezzo della cena.

Subito ci sono state servire delle bollicine di benvenuto, un qualcosa di aromatico, poco dolce e poco secco, ma molto piacevole, dopo di che mi hanno servito un ostrica allo Zacapa. Ovviamente sapendo che Simona era allergica si mitili si sono preoccupati di avere in alternativa anche per lei.

L’ostrica è molto fresca e gustosa, non si percepisce lo Zacapa che si perde un po’ ma è invece persistente l’aroma del Tabasco con la sua piccantezza.

Subito dopo ci portano il cestino con vari tipi di pane e dei magnifici grissini sottilissimi e croccanti e spessi all sesamo.

Ci facciamo fuori quasi tutto, sia l’ottimo pane pizza, che i grissini e pure il pane croccante e veramente saporito.

Per antipasto mi servono delle Capesante panate e fritte. L’impiattamento è elegante, moderno, impeccabile. Sono molto saporite ed aromatiche e la panatura è una vera opera d’arte, ottenuta sbriciolando dei taralli napoletani sugna e pepe. Per accompagnarle c’è nel piatto una delicata crema di avocato allo zenzero, lo zenzero non si percepisce ma la crema è saporita e fresca.

Già da questi primi due piatti ho capito che si tratta di un ristorante di un certo livello, non uno di quello che tende ad imitare l’eleganza imposta dai programmi come Masterchef, ma uno che sa davvero quello conosce davvero i sapori che sta unendo magistralmente nel piatto.

Poi per qualche strana ragione, si sono dimenticati di noi cominciando a servire prima gli altri tavoli venuti dopo ed abbandonandoci ad una curiosa e snervante attesa di sguardi indagatori che non capivano cosa stesse succedendo. In realtà nemmeno noi lo capivamo, ma poi per fortuna hanno ripreso a servirci da mangiare.

Da bere abbiamo un calice di rosso molto piacevole di cui non ricordo il nome, forse l’ho scelto senza pensarci troppo, ma scende giù senza troppe conseguenze.

Anche il primo è esteticamente gradevolissimo decorato con erbette fresche che rappresentano un’attenzione in più al dettaglio. Sono dei ravioli eccezionali, la cottura è perfetta, dentro hanno un gambero rosso fresco, tagliato con il coltello in pezzi grossolani, una dolcezza ed sapore incredibile. La burrata che li accompagna dona cremosità ed un sapore deciso ma delicato al piatto.

Il tartufo nero, seppur tagliato fresco a scaglie e ben presente nel piatto è l’unica cosa che si perde del tutto fino quasi a nascondersi. Ogni boccone  lascia un piacevole retrogusto che rimane persistente in tutta la bocca. Faccio la scarpetta in questa crema deliziosa al gambero finendo tutto il pane che ci è rimasto.

Per secondo ci servono un piatto a base di rana pescatrice. I pezzi di rana pescatrice risultano turgidi quando si masticano, sono un po’ troppo delicati nel sapore che viene però esaltato dal la pancetta scottata che li avvolge e che da anche una certa sapidità. Per accompagnarne il gusto c’è una fantastica crema di zucca con la cannella e dei pezzi di spugna di pane al caffè, davvero morbidissimi tanto da sciogliersi in bocca.

Non resta che il dolce da assaporare, ci viene servito un piatto molto elegante con un crema chiarissima sulla quale la cameriera versa sopra una pioggia di cioccolato fondente nerissimo.

Sembra banale, ma in realtà è piacevolissimo, la crema dolce viene contrastata dall’aspro del frutto della passione, il cioccolato fondente da un tono dolce ed intenso di sapore, la polvere di peperoncino stimola la lingua con una nota piccante e dona anche una sensazione di freschezza. Assolutamente una buona scelta, forse quello che manca davvero è solo una nota croccante che sarebbe stata data con una granella di pistacchi, delle mandorle sbriciolate o qualsiasi altra cosa di consistente.

Andiamo via veramente con il sorriso sulle labbra, con il ricordo di una fantastica serata in un posto accogliente, dove la cucina è eccellente e merita forse anche qualche riconoscimento in più. Il conto è di 108€, non troppo elevato per essere una serata di San Valentino e nemmeno per aver mangiato piatti di qualità.

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