Taberna Persiana ad Ostiense

Siamo venuti fino ad Ostiense per provare l’antenato cinese del Ramen giapponese, ma avendo trovato chiuso il Lamian Bar, siamo stati costretti a cercare qualcosa di diverso dove fermarci per pranzo. Sono molte le cose che ci hanno incuriosito ma quella che più di tutti ha catturato la nostra attenzione è stata la Taberna Persiana, dato che non avevamo mai mangiato cibo persiano ci è sembrata l’occasione più adatta per provare qualcosa di nuovo.

E’ vero che le cose non succedono mai per caso, diversamente non ci saremmo mai accorti di questo piccolo locale etnico in via Ostiense, 36H a Roma, posizionato in un punto della strada dove non siamo mai passati prima.

Il locale è piccolissimo, con un unica sala all’ingresso ed un corridoietto laterale dove c’è un tavolo da sei un più appartato, dove si può mangiare in maniera più riservata, un bancone con dietro la cucina ed in fondo al corridoio laterale il bagno.

Tutto dentro ricorda un atmosfera esotica, ci sono tappeti ovunque, sia al posto delle tende alle finestre, sia come tovaglie sui tavoli e pure come ornamenti in alcuni angoli del locale. Le pareti del locale sono per la parte inferiore ricoperte di mattoncini tendenti al grigio, mentre la parte superiore è verniciata in un colore cangiante tra l’arancione, il rosso ed il rame. Le sedie sono normali sedie da ristorante di color legno e sul tavolo ci sono bicchieri molto semplici affiancati da moderni calici per il vino.

In sottofondo trasmettono una piacevole musica soffusa che ricorda melodie esotiche, tipiche dell’oriente.

Siamo spaesati davanti ad un menù di prodotti che non conosciamo, qualcosa è simile ai piatti della cucina araba come l’hummus di ceci o la crema di melanzane, la salsa allo yogurt e le carni arrostite mi fanno venire in mente la cucina greca, gli stufati ed il riso mi fanno pensare alla cucina indiana.

Per provare più cose decidiamo di ordinare un antipasto misto, c’è una tenera polpetta speziata con un piacevole aroma di menta, in un sugo delicato, che non mi pare contenga carne, sembra più una polpetta di pane. 

L’hummus di ceci è veramente buono, cremoso e con una forte presenza di aglio, la crema di melanzane ha il sapore di una parmigiana di melanzane frullata, non c’è la mozzarella, ma si sentono un aroma affumicato che potrebbe essere dato delle melanzane grigliate, qualche spezia aromatica ed il pomodoro, l’uovo non si riesce a distinguere, credo sia usato per amalgamare i sapori e dare piùcremosità.

La crema bianca allo yogurt, con l’aneto è motlo simile allo tzaziki greco, una piacevole variante che andrebbe bene abbinata a delle carni.

Le patate schiacciate con piselli ed aneto, sono davvero spettacolari, tanto che decidiamo di farcene portare un piatto intero come contorno.

Come accompagnamento ci siamo fatti fuori già due pani persiani, sfoglie sottili di pane che ricordano la nostra piadina o la pita greca.

Da bere oltre a quelle internazionali, non ci sono birre o vini persiani, ma delle bevande speciali che pare si bevano anche a tavola con i pasti, sono a base di vari ingredienti digestivi e salutari. Ne prendiamo una con dei semini galleggianti che ha un aroma dolciastro, molto piacevole e delicata.

Come secondo piatto, Simona ha preso uno stufato di manzo, con mandorle, limone essiccato, bacche di crespino e pomodoro, servito con riso bianco e riso allo zafferano. Davvero notevole, un pò asprino il brodo ma i pezzi di carne sono tenerissimi e si sciolgono in bocca lasciando un sapore molto piacevole.

Il mio stufato è di pollo, molto più cremoso perchè preparato con le noci, lo sciroppo di melograno che gli da un senso di aspro e dolce e lo zafferano che gli da quel gusto in più. Da mangiare insieme con il riso che si impregna dei sapori della carne e della sua crema gustosa. Un piatto davvero ottimo.

Per cambiare bevanda imitiamo il tavolo di esperti della cultura persiana che si trova in fondo alla sala e prendiamo una bevanda a base di yogurt liquido con menta, il sapore è più intenso di quella precedente, si sente l’acidità dello yogurt ed è più denso di una classica bevanda, ma si sposa bene con i piatti saporiti, spezzandone il sapore e donando una nota di freschezza. Mi ricorda molto la bevanda allo yougurt che ci servivano in Bulgaria molte estati fa.

Dopo i primi ed i secondi siamo già innamorati di questa cucina così insolita e spezzata ed aggiungiamo un pò di contorni, presi dalla curiosità di provare, ordiniamo le olive con le noci ed il melograno, l’aglio sottaceto e le melanzane sottaceto.

Il proprietario gentilmente ci avvisa del sapore molto forte delle melanzane, ma noi siamo pronti a tutto in fatto di cucina.

Purtroppo sono finiti sia l’aglio che le olive, così ci dobbiamo accontentare delle melanzane, che sono davvero particolari, molto gustose e sapide con un intensissimo gusto di aceto che forse non può piacere a tutti, per finirle ci facciamo portare un altro pane persiano, ma sarebbero state meglio con il riso che ormai ho finito.

Il tavolo in fondo, sente i nostri discorsi disperati per non aver potuto provare le olive e ci offre una ciotola delle loro, un atto così gentile che ci lascia piacevolmente sorpresi ed imbarazzati, sono anche queste sorprendentemente gustose, tanto che saranno la prima cosa che ordineremo alla nostra prossima visita in questa taverna.

Non ordiniamo altro perché siamo pieni, ci facciamo quindi portare il conto che viene intorno ai 56€, cifra che siamo ben lieti di pagare per aver mangiato così bene.

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