Nuvoletta alle mele con gelato

Il forno del ghetto ebraico di Roma

Quando la domenica pomeriggio, mi ritrovo a passeggiare perle vie del centro di Roma e non sono lontano dal ghetto ebraico, adoro farci un salto per andare a mangiare i dolci del forno.
Il forno del ghetto ebraico è uno di quei locali mistici che ogni abitante di Roma dovrebbe conoscere, specialmente se è una persona golosa.
Non è difficile da riconoscere, si trova proprio al centro del ghetto in un angolo baciato dal sole del primo pomeriggio, in via del Portico d’Ottavia 2.

Non c’è insegna, perché non servirebbe, lo sanno tutti che quel piccolo negozio sempre affollato è il forno. Chiaramente non pretendete di andarci di sabato, sono ebrei e non lavorano il sabato.

Così anche questa domenica ci siamo andati. Ci siamo messi in fila fuori dalla porta ed abbiamo atteso il nostro turno.

Al bancone non ci sono molti tipi di dolci, quando sono tre tipi diversi, potete ritenervi fortunati.
Le crostate di visciole poi, potete solo guardarle visto che vengono preparate su ordinazione ed io ancora non ne ho mai mangiata una.

Appena sfornata nella grande teglia c’era la famosa pizza ebraica che non è niente di salato come il nome può suggerire ma un pane poco dolce pieno zeppo di canditi e frutta secca.
Ne ho preso uno da dividere con Simona, perché anche se non sembra uno di quelli può riempirvi per bene, quasi come se fosse un pasto.

I biscotti del ghetto
Poi in una bustina ci siamo fatti mettere qualche biscotto da colazione ed un po’ di quei biscotti simili a dei piccoli cantucci che non guastano mai è chiesto il conto alle due simpatiche signore del forno.
Con la bocca già piena, abbiamo salutato le signore e ci siamo messi di fuori a consumare il resto del bottino.
La pizza ebraica era come sempre favolosa, bruciacchiata e croccante in superficie e morbida all’interno. Ad ogni morso si scopriva un sapore diverso, le mandorle, i canditi verdi, poi quelli rossi, l’uvetta e poi… è finita lasciando un grande vuoto nel cuore ed un fantastico sapore nella bocca e nel cuore.

Strada facendo, dopo aver preso un caffè storico abbiamo provato qualcuno di quei buonissimi tozzetti dal gusto di mandorla e cannella conservando i biscotti per accompagnare il thé del pomeriggio e la prossima colazione del mattino.

Comments

Una risposta a “Il forno del ghetto ebraico di Roma”

  1. Avatar Simona la golosa

    Che meraviglia questi biscotti… ne mangerei in continuazione…

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