Fratelli la bufala alla Bufalotta

Nel centro commerciale La Bufalotta a Roma nord, sono molte le possibilità di procacciare del cibo, ma se volete una pizza napoletana, l’unica soluzione è Fratelli la bufala.
Il nome di questo marchio è conosciuto da tutti, quindi non starò a raccontarvi la storia di questi pizzaioli di Salerno che hanno aperto pizzerie in tutto il mondo.
Il locale è immenso e per avere un tavolo all’ora di pranzo bisogna mettersi in fila all’ingresso, così per evitare immense attese abbiamo optato per pranzare alle 15:00.
Dopo pochi minuti ci hanno fatto accomodare sul fondo dell’immensa sala unica, su di un tavolino in legno molto bello ed elegante.

La sala è cosi grande e spaziosa che non riesco a guardare il forno ed i pizzaioli all’opera, ma se mi giro indietro posso vedere invece i cuochi che operano in cucina dietro una grande vetrata.
I colori del locale sono scuri e molto caldi, ci sono varie tonalità di grigio alle pareti con disegni di bufale semi stilizzate, immensi tavoli in legno massello pieni di vini ed oli in bella mostra, bacheche con una elegante e spaziosa esposizione di vini e molti altri orpelli nei colori oro e bronzo.
Le luci sono soffuse e dalla vetrata che da all’esterno del locale entra una piacevole luce che inonda tutta la sala.
Nel menu ci sono molti tipi di pizze ed i prezzi non sono certo generosi come giù in campania, anche gli antipasti sono abbastanza cari per una pizzeria, ma per fortuna hanno le offerte speciali del pranzo, un primo a 4€ ed degli involtini per secondo a 5€. Sono sicuramente prezzi ragionevoli e così ordiniamo due pizze ed una porzione di involtini, prendendo da bere solo acqua.
Non ci mettono molto a portarci la porzione di spiedini con due piattini aggiuntivi, d’altronde il locale  si sta svuotando.

Nel piatto ci sono tre spiedini, un po’ di insalata scondita e delle melanzane a funghetto, non ci portano il pane perché forse nei 5€ non sarebbe conveniente, ma la porzione è giusta.
Gli spiedini sono ottimi e la cremina scura di farina li rende ancora più interessanti, la usiamo per condire l’insalata e dargli un po’ di sapore visto che non ci hanno portato i condimenti a parte, anche le melanzane sono buone, anzi così saporite non le mangiavo da quando ero piccolo ed andavo a ristorante con i miei, mi hanno ricordato quei sapori dell’infanzia.

Dopo una 10 di minuti arrivano anche le pizze, quella di Simona è una pizza napoli, per i napoletani sarebbe la pizza romana, margherita con acciughe. Ne provo un spicchio e la trovo piacevole, anche le alici di agevola non sono troppo salate ed insaporiscono la pizza.

La mia doveva essere una margherita con parmigiana di melanzane, ma per tutte le pizzerie a roma questo si tramuta in fai una margherita e mettici sopra le melanzane a funghetto, non vi dico quanto ci rimango deluso ogni volta.
Ad un primo sguardo sembra molto bella, soltanto mi sembra un po’ piccolina rispetto al piatto ed ha qualche punto bruciacchiato, ne taglio uno spicchio ed osservo la pasta del cornicione, sembra cresciuta bene, vuol dire che riuscirò a digerirla.

Peccato che al centro sia troppo spessa, se solo il pizzaiolo l’avesse tirata come dimensioni oltre la grandezza del piatto sarebbe stata una discreta pizza napoletana, ma in questo modo al centro resta sempre troppo gommosa perché essendo umida non riesce a cuocersi a puntino. C’è da dire che contrariamente a quanto pensino tutti, la vera pizza napoletana non deve essere spessa ma sottile, solo il cornicione deve essere bello gonfio.
Il pomodoro sopra è buono e pure la mozzarella ha il gusto che ti aspetti di trovare sulla pizza, forse manca un pizzico di sale nell’impasto ma non importa perché il pomodoro è saporito di sale e le melanzane a funghetto, donano quel sapore in più.
In pochi minuti la faccio fuori tutta, quando trovo pizze mangiabili ed ho una certa fame, ne mangerei anche un paio alla volta.

Dopo la pizza non abbiamo altro da fare, un dolce farebbe salire troppo il conto di un pranzo veloce al centro commerciale e quindi decidiamo di pagare ed andare via, il conto è di 23€ in due, accettabile perché siamo a Roma, ma se avessimo aggiunto delle birre sarebbe stato un po’ troppo.
Paghiamo, salutiamo ed andiamo via perché la giornata prevede ancora giro all’Ikea e spesa alla Lidl, una faticaccia.

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