Yakiniku giapponese da Yanyaki a Testaccio

Quando ci prende la malinconia del Giappone la combattiamo andando a mangiare Giapponese, solo che cose particolari come lo Yakiniku (carni e verdure grigliate dai commensali direttamente al tavolo in una griglia incastonata nel tavolo) è difficile da trovarle quindi bisogna accontentarsi dei ristoranti cinogiapponesi con cucina giapponese, uno di questi è lo Yanyaki a Via Marmorata 181, praticamente a Testaccio.

Il locale è molto carino, non troppo piccolo ed arredato con un certa cura nel dettaglio, sul fondo c’è una parete con degli ideogrammi giapponesi, mentre le pareti alternano toni di grigio anche molto eleganti. alcuni dettagli come i séparé tra i tavoli sono in legno e le luci sono delle graziose lampade in vetro sospese che creano la giusta illuminazione sui tavoli.

I tavoli sono apparecchiati in maniera semplice, non c’è tovaglia alcuna ma solo il piatto di portata su di una tovaglietta scura ed un bicchiere in vetro molto elegante, il tovagliolo è di carta ma molto bello e spesso.

Subito in un perfetto italiano i camerieri ci spiegano la modalità all you can eat ed i costi e decidiamo di accettare, siamo qui per questo.

Ordiniamo un paio di insalate di alghe e del Kimchi, un piatto con cavolo cinese fermentato e piccante tipico della Corea, poi Simona si lascia tentare da un paio di hosomaki, rotoli di sushi, uno con salmone ed uno con tonno e uova di salmone e dei gyoza, i ravioli cinesi di carne. Nel frattempo segnamo su un foglietto tutti gli alimenti che desideriamo grigliate e lo consegnamo al cameriere.

Ci mettono poco a servire le prime pietanze, e come mi aspettavo non sono troppo eccezionali, il kimchi è poco piccante e non tanto saporito, somiglia. a quello in scatola, i Gyoza hanno una buona consistenza nell’impasto ma il ripieno non è eccezionale, il sushi è di quelli classici da all you can eat, dove il riso non ha alcun sapore ed il pesce non è esaltante.

Per fortuna non siamo venuti qui per questo, ma per il barbecue, così finite queste formalità iniziali, ci portano i piatti con le pietanze crude da grigliate ed accendono la grigia al centro del tavolo.

I piatti di verdura sono un pò poveri, ci tocca ordinarli più volte ma la carne non è deludente anche se decongelata. Grigliamo subito gli arrosticini che sono molto saporiti e le verdure. Ci stupisce scoprire che le carote grigliate siano qualcosa di molto saporito.

Grigliarsi la carne da soli al tavolo è un modo di mangiare davvero molto piacevole, il fatto di doversela cucinare da soli e scegliere i gradi di cottura, lascia molto spazio alla conversazione e la convivialità. Una cosa che ho sempre adorato in alcune speciali preparazioni della cultura giapponese, come lo Shabu shabu, il sukiyaki oppure la cucina sulla Teppan, tutte cucine che spingono i commensali ad interessarsi direttamente della cottura dei propri cibi mentre si conversa con gli altri.

 

Per accompagnare il resto chiediamo del riso in bianco che purtroppo è basmati, mi aspettavo un bel riso giapponese oppure del riso originario, perché il basmati proprio non tiene la cottura.

La carne italiana è un po’ dura ma gustosa perché marinata in una specie di salsa yakiniku, la carne australiana è molto saporita ma se ne possono ordinare solo un piattino a testa.

Per accompagnare il tutto ordiniamo anche un’insalata di cavolo, davvero ottima ed un insalata di cetriolo che è sempre piacevole per sciacquare la bocca.

Di tutte le carni facciamo un secondo giro e pure dei gamberoni di cui si può ordinare un solo piatto a testa, peccato che gli spiedini siano finiti dopo il primo ordine, erano davvero una delle cose più gustose.

Alla fine del pranzo siamo soddisfatti ed anche discretamente sazi, il prezzo è chiaramente contenuto, circa 46€ per due persone incluso anche tre bottiglie d’acqua minerale. Di sicuro ci torneremo ma sempre per il barbecue giapponese (yakiniku).

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