Jiawei Noodle House a Roma

I locali che fanno ramen qui a roma sono ormai sbucati come i funghi, ma il prezzo di un ramen è decisamente elevato, rispetto a quello che normalmente si paga in Giappone per questa tipologia di street food economico. Inoltre, a parte un paio di casi, non è che qui a Roma i ci abbiano portato il vero Ramen, si sono limitati a fare un bordino e metterci un pò di ingredienti giapponesi.
Per questo la nostra attenzione è finita su questo localino cinese che prepara quello che in Cina viene considerato l’antenato del ramen, una zuppa di noodles con brodo leggero e carni, che non vuole essere un’alternativa, ma qualcosa di diverso.

Il locale si trova a Via Francesco Crispi 8, proprio di fianco a Sephora, in pratica la fine di via del Tritone ed ho scoperto soltanto cercandolo su internet il nome, dato che nel negozio è scritto in cinese, si chiama Jiawei Noodle House.

Il proprietario ha rilevato un vecchio ristorante e ci ha fatto da un lato pizzeria e ristorante e dall’altro questo piccolo ristorante di noodles.

Lo stile del locale non è definibile, deriva infatti dal vecchio ristorante italiano, le pareti sono bianche e ci sono sul lato destro delle gigantografie di attori e vecchi film italiani, le sedie sono invece quelle classiche da ristorante cinese, con l’imbottitura in pelle bordò, i tavoli sono quadrati di legno e la cucina si trova sul fondo del locale dietro un vecchio bancone da bar.

Sulle pareti ci sono ancora appesi i vecchi quadri dove venivano esposti i vini, che sono ancora ordinabili, ma torniamo ai noodles.

Sui tavoli di legno scuro, ci sono tovagliette e bacchette di plastica, con semplici bicchieri da ristorante, il menù è essenziale, ci sono tre tipi di zuppa ordinabili e tre altri piatti con riso ed i ravioli di carne al vapore, poi non c’è altro, quindi non è difficile scegliere.

Sono tutti molto gentili, dal cameriere italiano a quello che credo sia Il proprietario che sta seduto ad un tavolo ed ogni tanto da delle direttive ai cuochi ed i camerieri.

Ci mettiamo poco a scegliere, io una zuppa di carne piccante e Simona, quella semplice sempre con carne, poi aggiungiamo una porzione di ravioli ed una birra cinese e non ci mettono molto a servircele.

L’aspetto è piacevole e pure il profumo invitante, si vedono i noodles, dei piccoli pezzi di carne, le verdure mezzo uovo sodo.

Il brodo è molto aromatico e speziato e chiaramente piccante, d’altronde lo sapevo, l’ho scelto apposta così. I Noodles sono buonissimi, sembrano fatti in casa, hanno un ottima consistenza, tengono la cottura e sono pure piacevoli al tatto con la lingua, sono ruvidi abbastanza e si sente che sono fatti in casa, la verdura usata è gustosa, somiglia alla bieta, ma meno dolce, non riesco ad identificarla bene, anche la carne è gustosa.

Il brodo di Simona è più delicato, si sentono meglio gli aromi che non vengono nascosti dal piccante, i pezzi di carne sono più grandi e saporiti, la prossima volta devo rinunciare al piccante e scegliere il suo.

In entrambi i piatti c’è una nota di freschezza molto particolare, data dal pepe cinese, una speziato aromatico dal sapore che non saprei proprio definire, ma che ho già sentito da qualche parte nel mondo.

Ravioli cinesi di carne e verza

Anche i ravioli di carne sono saporiti, si sente il sapore della carne e dell’aglio e la pasta è gustosa e non molle, anche questi sembrano fatti in casa.

Sono così buoni e freschi che sono decidiamo di ordinarne un’altra porzione, ma il proprietario ci dice che ha finito tutte le porzioni preparate per la giornata e che non ha più la verza che gli serve per prepararne altri, ha però delle carote e se vogliamo può farceli con quelle. Chiaramente siamo curiosi e vogliamo, così se ne va in cucina e riappare più tardi con dei ravioli di carne e carote.

Anche questi sono piacevoli nel gusto e pieni di carne, anche se le carote si perdono completamente tanto da non sentirsi.

Li mangiamo tutti bagnandoli in un misto di aceto cinese e salsa di soia, un mix che ci ha suggerito di usare il proprietario e che devo dire la verità è veramente piacevole.

Finiti anche questi ravioli, decidiamo di andare via, paghiamo il conto di 30€, salutiamo e ringraziamo il titolare, facendoci spiegare qualcosa sul pepe cinese e portandoci dietro il ricordo di una piacevole serata.

Facebook Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *