Locanda Skansen

Sala principale

Sono approdato in questa locanda grazie a degli amici che la conoscevano e che hanno prenotato per noi. Non sapevo cosa fosse questa locanda Skansen ne che bisognasse prenotare con largo anticipo per trovare posto, nonostante fossimo in periodo di pandemia. 

Per rispettare le norme covid, ci siamo dati appuntamento direttamente nel parcheggio del locale, ma quando siamo arrivati ci siamo accorti che non si trattava del solito ristorante.

Viale posteriore

Dal cancello principale ci siamo subito ritrovati in un viale di terra e brecciolino immerso in una tenuta contadina, con ampi spazi verdi ed animali che pascolano felici. Ci hanno accolto i versi dei galli, e la confusione ed i colori dei polli ed i tacchini che ci guardano con sospetto dal recinto. 

Divertiti ed incuriositi da tutti questi animali ci siamo girati intorno per cercare l’edificio principale del ristorante, senza trovarlo, infatti, ci siamo accorti solo dopo che bisognava prendere un vialetto di ghiaia a sinistra per raggiungere una zona di piccole casette in legno prefabbricate, attaccate l’una con l’altra fino a formare la l’edificio principale della locanda.

La prima casetta sulla sinistra, staccata dal resto delle altre è il bagno, ne approfittiamo subito, restando subito colpiti dal suo aspetto grezzo e funzionale. Non c’è infatti la comodità dei bagni moderni, ma tutto è molto rustico, l’acqua scorre in un tino metallico, per poi finire in una botte di metallo, dove si può usare una pentola in metallo per raccoglierla e versarla come sciacquone nel water. Tutto è così grezzo e primitivo da risultare poetico.

Dopo la sosta obbligata per ammirare ed usufruire del bagno ci accomodiamo nella sala principale della locanda, in un ambiente scuro in legno dai toni molto caldi. Ci sono punti luce che creano un atmosfera romantica ed oggetti di arredo contadino di ogni tipo.

Tendine colorate e tavolacci in legno apparecchiati rusticamente, che fanno venire in mente le locande austriache di montagna.

Saletta privata

Per noi hanno riservato una saletta privata, dal tetto basso con un unico tavolo apparecchiato per sei, dove possiamo stare in piena intimità.

Alle pareti ci sono specchi e quadri che ritraggono scene montane molto belle, e la luce che entra dal lucernario rende l’atmosfera unica.

Tazze per il vino

Sulla tavola tutto è apparecchiato con un mix and match totale, i piatti sono tutti diversi, con porcellane fiorite molto belle ed al posto dei bicchieri ci sono delle tazze da te o da colazione.

Sala principale

Ogni parte della locanda è decorato con qualche oggetto contadino o nordico rimediato, ci sono lampade sospese in vetro e ferro, pensili con porcellane antiche, specchi, orologi a pendolo, vecchie cassapanche e tutte cose che rendono l’ambiente caldo.

Non saprei come spiegarlo, ma la sensazione che si prova quando si arriva in questo posto è come di vivere in una realtà parallela, un mondo completamente diverso da quello a cui siamo abituati a vivere, un salto indietro nel tempo.

La locanda è gestita a livello familiare, ci sono il signor Silvano, la signora Rosa ed il figlio che da soli si occupano di far sentire tutti a casa propria. L’idea di questa locanda gli è venuta in un viaggio di piacere al villaggio di Skansen a Stoccolma, dove l’atmosfera magica che si respirava gli ha fatto venire la voglia di ricreare un locale completamente in legno immerso in un epoca lontana.

Qui non si può decidere cosa mangiare, ci si deve solo sedere e fidarsi dei locandieri che sceglieranno le portate da servire in base a quello che hanno a disposizione, promettendo piatti abbondanti e qualità dei prodotti serviti.

Il signor Silvano è incredibile, si presenta con un approccio molto diretto agli ospiti, che può sembrare anche poco cortese, ma che in realtà è il suo modo di mettere tutti a proprio agio. Non è democratico nella scelta, ma se uno ha qualche intolleranza particolare, si rende disponibile a delle varianti personalizzate sul menu offerto.

Olive

Cominciamo mangiando delle olive condite con olio molto saporite, raccolte direttamente dagli alberi del loro terreno, dopo di che ci servono il vino della casa e l’acqua insieme ad un fantastico pane casereccio.

Bruschetta com marmellata e pomodori secchi

Subito dopo comincia una sfilata di antipasti davvero incredibili.

Ci portano un salame molto buono ed un prosciutto a cubetti conditi con olio extravergine. Del prosciutto classico a fette, una mozzarella a spicchi servita con il pomodoro, una ricotta davvero gustosa ed una crema di zucchine saporita.

Mozzarella e pomodoro

Tutto è molto buono, tranne la mozzarella che per un mio limite mentale, essendo nato e cresciuto a Napoli, non trovo entusiasmante.

Sono viziato e mangio solo mozzarelle provenienti da Capaccio, Battipaglia, Mondragone o dalla zona dei fuochi dell’Aversano.

Bruschetta con marmellata e melanzane sott'olio

Ma non sono finiti gli antipasti, la signora Rosa ci manda dalla cucina una sua creazione speciale, una bruschetta condita con una marmellata, credo di mirtilli rossi, con sopra le melanzane sott’olio della casa. Un connubio davvero incredibili di sapori dolci e salati, con la nota croccante del pane che fanno rimpiangere il fatto che ce ne sia soltanto una a testa.

Rotolo con cavolo romano

Dopo questa bruschetta, tutto il resto corre il rischio di passare in secondo piano ed invece, un’altra invenzione della signora Rosa ci stupisce d nuovo, un rotolo con prosciutto e broccolo romano, dal sapore davvero unico.

Fagioli

Il giro degli antipasti si conclude con delle terrine di fagioli cremosi davvero fantastichi che ci proiettano direttamente verso il primo.

Questa volta in via del tutto eccezionale il figlio del signor Silvano ci offre la possibilità di scegliere tra due primi, tagliatelle al ragù o ai funghi porcini, ma data la nostra incertezza, decidono di servirci entrambe le cose.

Tagliatelle al ragù

Dopo una pausa con chiacchierata, arriva in tavola una padella enorme piena di fettuccine al ragù con pecorino. Le fettuccine sono fatte in casa ed hanno una piacevole consistenza, trattengono il sugo e sono saporite, il ragù è molto delicato, una puntina di sale in più l’avrebbe esaltato, ma la vera sorpresa, su cui non avrei puntato sono le fettuccine ai funghi porcini.

Io che avevo scelto il ragù mi sono dovuto ricredere quando ho provato la prima forchettata di quelle ai porcini. Il gusto è incredibile, c’è la giusta sapidità ed un piacevole aroma di pepe fresco, rimpiango di non aver scelto queste da principio.

Il vino scende giù che è un piacere, nonostante sia un rosso servito freddo, è molto piacevole ed ormai non ne contiamo più le volte che abbiamo riempito il bicchiere. Ho dovuto lottare per farmi portare un bicchiere di vetro, probabilmente in una locanda medievale non è appropriato il vetro, ma il sapore del vino nella porcellana, non mi piace, forse giusto il vino tinto in Spagna ho accettato nei bicchieri di coccio. 

Anche la signora Rosa, passa a salutarci prima di servirci il secondo e subito le facciamo i complimenti per il rotolo e per la bruschetta.

Arista alla pizzaiola

Per secondo ci servono una fiamminga enorme di fettine di arista di maiale, preparate con delle spezie alla pizzaiola. Non amo le cari alla pizzaiola, che per me sono con il sugo, ma questa versione senza pomodoro, ma con spezie rosse è davvero piacevole.

Patate al forno

Per accompagnarle ci portano un ruoto di patate al forno croccanti fuori e tenere dentro, davvero perfette e credo che siano sempre il contorno migliore per ogni tipo di pranzo.

Quando abbiamo ripulito tutto siamo talmente sazi da non chiedere altro che un caffè ed un amaro, ma ci convincono a prendere anche il dolce. 

Tiramisù

Si tratta di un tiramisù al piatto molto semplice, che però non regge il confronto con tutto il resto del pranzo, il caffè si sente poco, c’è una bagna troppo allungata e poco intensa, anche la crema senza uovo è troppo delicata, io la faccio con solo mascarpone e panna, ma qui mancava la parte grassa che può dare quella spinta in più. Sono carine le figure di fiori e lune fatte nel piatto con il cacao amaro.

L’amaro è molto buono e pure il caffè, ci sentiamo pieni e soddisfatti e paghiamo con piacere il conto di 28€ a persona che credo sia più o meno un prezzo fisso, indipendentemente da quello che si mangia.

Ringraziamo la famiglia della locanda Skansen e promettiamo di tornare sicuramente per un’altra piacevole mangiata, immersi nella natura ed in questo mondo magico.

Locanda Skansen
Via Valle Mazzocchio, 240
00079 Montecompatri RM
Tel: 06 940 6330

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