La gallina liberata, a Narni

Siamo tornati l’ennesima volta a Narni, la cittadina che ha ispirato il famoso romanzo le cronache di Narnia, per provare la cucina di La gallina liberata, un posto molto rinomato in cui spesso non si riesce a trovare posto nemmeno prenotando.

Nella cornice incantevole delle mura medievali della città, sulla stradina panoramica laterale si trova questo piccolo locale che per fortuna ha ricavato anche spazi esterni e ci ha permesso di trovare un tavolo libero per quattro.

Siamo arrivati al locale ad ora di pranzo dopo aver fatto stancare ben bene i miei genitori, facendoli camminare per tutta la cittadina sotto un sole cocente in una malefica giornata pre estiva di primavera.

Non avendo mangiato all’interno non posso dirvi molto del locale, ma solo della parte esterna che è bellissima, ci sono tavoli da osteria riverniciati di scuro delimitati da vasi in fiore pieni di margherite nel pieno della loro esplosione.

Il nostro tavolo si trova proprio davanti all’ingresso e l’oste ci accoglie con la sua innata simpatia ed i modi diretti che tanto mi piacciono nelle persone.

Sulla tavola di legno scuro si trovano tovagliette di carta scura e bicchieri tipici da osteria e pure le sedie impagliate non tradiscono l’ambientazione.

Ci sono tutti i piatti della tradizione romana, con pasta fatta in casa in due tagli diversi, gnocchi o manfricoli, un tipo di pasta tipica della zona.

Mentre i miei sono indecisi sulla scelta del sugo romano da prendere io punto diretto sul ragù d’anatra.

Da bere prendiamo un rosso della casa, di solito faccio sempre così sperando che non mi servano un vino terribile, ma qualcosa di collaudato da loro.

Il vino è secco, dal colore intenso che colora il bicchiere, di quelli tosti che a Roma chiamano ignoranti e devo stare attento a non mandarne giù troppo a digiuno.

Per cominciare ci facciamo portare un tagliere di salumi e formaggi tipici che non ci delude.

C’è una ricotta di pecora con miele e pistacchi dal sapore eccezionale, degli incredibili formaggi di pecora, tra cui quello sbronzo che mi fa scendere una lacrima di commozione nel provarlo.

Sono ottimi anche tutti i salumi, ma il salame è incredibile, ha un gusto intenso che riempie tutto il palato e persiste anche dopo.

C’è anche un pezzetto di ricotta solida verde, perché è preparata con la menta, anche se dolce è davvero divina.

Mentre tutti mangiano l’antipasto io sento parlare al tavolo accanto di un supplì con la coda alla vaccinara, non resisto e ne prendo uno per assaggiarlo.

Anche se nel momento di richiederlo me lo snobbano tutti, poi però lo provano e me lo finiscono, lasciandone solo un quarto.

Per disperazione ne ordino subito un altro, anche se già so che non mi lasceranno mangiarlo da solo in santa pace, perché è davvero incredibile.

I primi arrivano in delle mini insalatiere, che sono dei piatti speciali un po’ più grandi.

Gli gnocchi al tartufo sono un po’ sciapi, anche se il tartufo è generosamente tagliato sopra non riesco a sentirne a pieno il gusto.

Il mio ragù di anatra è spettacolare, non è rosso, ma leggermente rosato e si sposa benissimo con la pasta che trattiene bene il sugo. 

C’è anche un’ottima cremosità data da una buona mantecata ed una generosa quantità di pezzetti di anatra, tagliati a coltello.

Nonostante siano serviti nella ciotola a forma di insalatiera, me ne sarei mangiato altri due piatti di fila, ma non devo esagerare per una questione di salute e per una questione di decenza.

Per secondo ho ordinato le costolette di agnello fritto, non le fanno quasi mai, ma quando le trovo non riesco a resistere.

Le costolette sono tenere dentro e croccanti fuori, molto gustose. La panatura è speciale si sentono il mais e la carota e la carne non è secca, davvero un buon piatto ben riuscito.

Le patate al forno sono buone, ma la cosa incredibile sono Le verdure miste al forno con alloro e maggiorana. Davvero uniche, l’aroma della maggioranza è fresco e persistente al palato e dona alle verdure quel qualcosa in più. Un contorno da non perdere.

La signora ci ha offerto un dolce perché nel vederlo passare ero curioso ed ho domandato di cosa si trattasse. 

Un qualcosa di eccezionale al gusto di caramello con una creme caramel mischiata a meringa morbida.

Qui il caffè lo fanno con la moka, alla vecchia maniera e la servono intera per i commensali, un modo piacevole per scambiare quattro chiacchiere con il titolare e godersi con calma il tempo a disposizione.

Chiedo un amaro amaro e mi dicono che hanno la genziana fatta da un distillatore di zona. Mi portano entrambe le bottiglie, quella rossa e quella bianca.  

Devo provarle più volte che preferisco quella bianca, ma ormai si è fatta ora di andare, pagare il conto e salutare, promettendo di tornare quanto prima. 

La gallina liberata
Vicolo Belvedere, 13
05035 Narni TR
Tel: 3518885983

Facebook Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *