Mamma Cao il cinese ospitato

Era da molte pubblicità lette su facebook che mi ero riproposto di andare a provare il ristorante cinese Mamma Cao e finalmente ho trovato un attimo per andare a cena, dopo aver dovuto prenotare con un paio di giorni di anticipo.

Mamma Cao è un ristorante diverso da quelli comuni, perché non ha una sede propria, ma è ospitato all’interno del ristorante Julie’s in Via Palestro 65, non molto lontano dalla stazione Termini di Roma.

Il locale è ospitato in una terrazza terrazza molto elegante con luci soffuse ed un atmosfera molto piacevole e vi si accede attraversando tutta la sala principale del ristorante Julie’s.

I tavoli sono piccoli e laccati di nero, le sedie sono quelle di paglia grigia da esterno e sono anche abbastanza comode per essere da esterno, il personale è gentilissimo e simpatico, c’è una ragazza cinese figlia di Mamma Cao che parla un perfetto italiano ed un ragazzo italiano che credo sia il compagno.

Il menù non è immenso, fa poche cose e cerca di farle bene, anche perché in cucina credo ci sia solo Mamma Cao.

Preparano ravioli fatti a mano di vari tipi, lanzi che sono dei panini cotti al vapore, noodles ed un solo tipo di secondo preparato con pollo, tofu o gamberi servito con riso o pane al vapore.

Da bere c’è la birra cinese e ci sono alcuni vini italiani, scelgo di prendere un calice di Montepulciano perché non hanno vino cinese.

Ordiniamo un pò di ravioli di ogni tipo, ci servono per prima quelli di gambero e carne di maiale, sono succosi e la carne dentro non è secca, si riesce a sentire anche il sapore del gambero che dona una nota più dolce al raviolo.

Il ravioli verde sono ancora più buoni di quelli classici, si sente il gusto del cavolo, ma quello che fa da padrone in bocca è il gusto del fungo nero che gli dona un aroma incredibile. La pasta esterna è ottima, peccato che manchi una qualche nota croccante, altrimenti sarebbero strepitosi.

Il laozi con l’anatra è morbido e leggerissimo, si completa, il pane si scioglie in bocca e l’anatra condita con la salsa scura e dolciastra con un persistente odore di sesamo, offrono un sapore davvero fantastico. Peccato che finiscano subito.

Come verdure abbiamo preso del cavolo cinese saltato nel wok con zenzero e salsa di soia ed aglio. C’è molto aglio, ma il gusto è piacevole e delicato. Finiamo il piatto ancora prima che ci servano i secondi.

Il Kung Pao di pollo è steso insieme al riso in un piatto quadrato e basso, avrei preferito le classiche ciotole cinesi, in modo da mantenere sia il pollo che il riso più caldi durante la cena. Anche la quantità di riso è un pò poca. Il pollo è molto buono, servito in una salsa scura e densa molto dolce e leggermente piccante. Tra le cucine cinesi più autentiche è quella che ho trovato meno piccante, forse cercano di adeguarsi ai gusti degli italiani.

Simona ha ordinato dei noodles freddi, che non sono nel menù in questo periodo, ma che Mamma Cao non si rifiuta di preparare. 

Sono molto buoni, ed hanno un intenso sapore di aglio. Con la carne macinata sembrano alla vista un piatto di tagliatelle al ragù bianco.

Per festeggiare la luna ci hanno offerto due dolci tipici, ma noi abbiamo deciso di aggiungere un terzo dolce di zucca fritta.

Il dolce si è rivelato una piacevole sorpresa, croccante fuori e dolce e morbido all’interno, anche questo forse un pò piccolino.

Dei dolci in omaggio, mangiamo solo quello di forma sferica, è una pallina di sfoglia che ricopre una crema di fagioli Azuki, molto saporita e leggermente dolce, la particolarità è però data da pezzetti di carne essiccata croccanti che si trovano nel ripieno e danno un tocco salato che emerge prepotente dal dolce.

Il conto per due persone di circa 45€, un conto molto onesto e con scontrino fiscale già al tavolo. Salutiamo e ringraziamo la figlia di Mamma Cao con la promessa di tornare presto in un ristorante cinese davvero piacevole e diverso dai noiosi all you can eat dove si mangia solo glutammato.

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